Agricoltura, l’allarme di CIA Capitanata: “Sul campo prezzi da fame, sugli scaffali prodotti a peso d’oro”
Un quadro a tinte nerissime per l’agricoltura in provincia di Foggia. A tracciarlo, durante la conferenza stampa tenutasi giovedì 30 settembre, sono stati il presidente di CIA Capitanata, Rino Mercuri, e il direttore Nicola Cantatore.
Il settore primario del Foggiano vive una doppia morsa: da un lato l’esplosione dei costi di produzione e di approvvigionamento energetico; dall’altro il crollo verticale dei prezzi riconosciuti agli agricoltori per le materie prime.
I dati della crisi: il confronto 2021 vs Oggi
Il confronto con i dati del 2021 (prima dello scoppio del conflitto in Ucraina) evidenzia una forbice sempre più insostenibile tra i costi per le imprese e i ricavi al campo.
Aumento dei Costi di Produzione
Gasolio agricolo: schizzato da 0,48-0,70 €/litro a 1,70 €/litro (+143%)
Irrigazione (uso irriguo): +43% per fattori energetici e infrastrutturali
Concimi e fertilizzanti: incrementi compresi tra il +40% e il +100%

CONF STAMPA
Crollo dei Prezzi al Produttore
- Grano duro: -48%
- Olio Extravergine d’Oliva pugliese: dal -25% al -50% (a causa dell’immissione di oli dall’estero)
- Uva da tavola: dal -25% al -50% in meno rispetto al 2021
- Uve da vino: -20%
- Pomodoro da industria: prezzi bloccati a 5 anni fa nonostante i costi di coltivazione da record
La speculazione filiera: rincari fino al +300% nei supermercati
“Tra il campo e lo scaffale dei supermercati, il prezzo di un prodotto seminato, coltivato e raccolto dal produttore aumenta fino al 300%”, ha denunciato il presidente Rino Mercuri. “Ci guadagnano soltanto le industrie agroalimentari e la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), che schiacciano al ribasso i prezzi al produttore anche attraverso massicce importazioni dall’estero”.
Per contrastare la deriva economica, CIA Capitanata propone di:
- Ancorare i prezzi al produttore ai reali costi di produzione.
- Introdurre l’obbligo di prodotti 100% italiani nelle mense pubbliche, ospedali, scuole, municipalizzate e forze dell’ordine per tutelare salute, tracciabilità e reddito degli agricoltori.
Concorrenza sleale e asimmetria con i Paesi Extra-UE
Il direttore Nicola Cantatore ha posto l’accento sulla mancanza di reciprocità nelle regole commerciali internazionali:
“Con i Paesi extraeuropei c’è un’asimmetria grave su lavoro, fitofarmaci, logistica, costi energetici e standard di salubrità. Paesi come Tunisia o Cina producono a costi nettamente inferiori ai nostri. Serve attuare concretamente il D.Lgs. 198/2021 contro le pratiche commerciali sleali e garantire la reciprocità sulle regole di ingresso merci in UE”.
Le richieste: dichiarazione immediata dello Stato di Crisi
Di fronte a un’emergenza che rischia di desertificare il tessuto produttivo della provincia di Foggia e della Puglia intera, CIA Capitanata chiede interventi immediati a Governo, Regione e istituzioni locali:
- Dichiarazione dello Stato di Crisi per il comparto agricolo.
- Piano di rilancio nazionale ed europeo con controlli stringenti alle dogane.
- Tutela delle risorse PAC e distribuzione equa del valore lungo la filiera.
- Semplificazione normativa su sicurezza nei luoghi di lavoro e revisione dei bonus gasolio/concimi.
L’organizzazione non esclude l’avvio di mobilitazioni e proteste di piazza a breve: “Gli agricoltori italiani non ce la fanno più”.

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