Crisi Latte in Puglia: allevatori in ginocchio per l’invasione di prodotto dall’estero
Un’ondata di latte straniero a costi stracciati sta travolgendo la zootecnia pugliese. Negli ultimi giorni, decine di allevatori della nostra regione si sono visti recapitare disdette d’acquisto per il latte crudo: un segnale d’allarme che rischia di portare alla chiusura definitiva di molte stalle storiche.
Perché il latte pugliese è a rischio?
La denuncia arriva da CIA Agricoltori Italiani della Puglia, che punta il dito contro un mercato globale distorto. La crisi nasce da un mix esplosivo di fattori:
- Importazioni selvagge: Grandi quantità di latte arrivano dall’estero a prezzi insostenibili per i produttori locali.
- Costi di produzione alle stelle: L’aumento di carburanti, energia e mangimi (aggravato dalle tensioni in Medio Oriente) rende impossibile mantenere prezzi competitivi.
- Pratiche sleali: Lo squilibrio tra il prezzo pagato alla stalla e quello al consumo sta strozzando le aziende zootecniche.
“È una situazione pesante che investe tutto il Sud” – dichiara Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA – “La dipendenza dal latte estero si ritorcerà contro l’intera filiera. Dobbiamo valorizzare il prodotto 100% Made in Puglia.”
Le richieste: Tavoli regionali e Sovranità Alimentare
La CIA accoglie positivamente l’intervento della Regione Puglia e dell’assessore Paolicelli, che hanno convocato un tavolo tecnico per contrastare le pratiche sleali. Tuttavia, si chiede un impegno concreto anche al Governo nazionale per tutelare la sovranità alimentare e sostenere un settore che garantisce qualità e sicurezza.
L’appello ai consumatori: “Scegliete la Puglia”
Il messaggio finale è un invito all’azione per tutti noi: controllare l’etichetta. Acquistare latte 100% italiano non è solo una scelta di salute (standard qualitativi elevatissimi), ma un atto di solidarietà verso il territorio che genera lavoro e ricchezza locale.


