Crisi dell’olio extravergine, CIA Puglia al tavolo nazionale: “Subito un piano straordinario in 5 punti”
L’olio extravergine d’oliva italiano invenduto e stipato nei magazzini, unito al crollo del valore riconosciuto alla produzione, ha generato una profonda crisi della filiera olivicolo-olearia. Una situazione d’emergenza che richiede interventi immediati e di forte impatto.
È questo l’allarme lanciato da Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, durante il tavolo nazionale di crisi svoltosi al Ministero dell’Agricoltura alla presenza del sottosegretario La Pietra.
Per tutelare un patrimonio strategico del Made in Italy e della Puglia, CIA ha presentato un piano d’azione urgente articolato in 5 punti chiave , chiedendo contestualmente l’istituzione di un tavolo di crisi permanente

Gennaro Sicolo al tavolo di crisi di oggi pomeriggio 28 maggio.
1. Garanzie del credito e liquidità per le aziende
Oggi il problema principale della filiera non è solo legato alla produzione, ma riguarda la liquidità finanziaria. I frantoiani hanno regolarmente pagato la maggior parte delle olive conferite dai produttori, subendo un forte incremento dell’esposizione bancaria.
Anche il Sistema delle Organizzazioni di Produttori (Op) si ritrova schiacciato tra magazzini pieni e tensioni finanziarie. CIA chiede che il Ministero attivi subito tutti gli strumenti di garanzia disponibili, come ISMEA e Medio Credito Centrale, per rassicurare il sistema bancario e sbloccare il credito prima che la filiera si fermi del tutto.
2. Stop al “sottocosto” e più trasparenza in etichetta
Un altro punto critico riguarda le promozioni commerciali aggressive della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).
“Non è più accettabile vedere pubblicità con bottiglie a 3,99 o 4,99 euro senza che il consumatore abbia immediata evidenza dell’origine reale del prodotto” – ha spiegato Gennaro Sicolo.
La proposta di CIA prevede un intervento normativo chiaro : l’obbligo di indicare l’origine dell’olio con la stessa evidenza grafica del prezzo promozionale (stessi caratteri e dimensioni). Inoltre, si chiede di applicare con urgenza la norma sulla responsabilità della GDO circa la corrispondenza tra etichetta e prodotto sullo scaffale, intensificando i controlli ed evitando prodotti borderline.
3. Aiuti urgenti allo stoccaggio dell’olio invenduto
Per evitare che l’immissione forzata del prodotto sul mercato provochi un ulteriore crollo dei prezzi, CIA reputa indispensabile attivare urgentemente gli aiuti allo stoccaggio.
Questo intervento, attuabile attraverso il regime europeo del de minimis agricolo, consentirebbe alle imprese di sostenere i costi logistici e finanziari del mantenimento delle scorte in magazzino attraverso procedure rapide e immediate
4. Incentivi all’aggregazione e al “fare sistema”
Il piano sottolinea la necessità di accelerare le misure già finanziate destinate alle organizzazioni di produttori e alle aggregazioni di filiera. Secondo l’associazione, è fondamentale attivare rapidamente i contributi sugli interessi passivi per quelle imprese che operano in forma aggregata: fare sistema in agricoltura deve essere premiato in modo concreto.
5. Un grande piano di promozione e sblocco dei fondi
Non si può affrontare una crisi di surplus senza stimolare la crescita dei consumi. CIA chiede di rendere immediatamente disponibili milioni di euro già stanziati ma attualmente fermi, all’interno dei quali vi sono importanti progetti di valorizzazione della qualità dell’olio italiano.
Nel medio periodo, sarà poi necessario dare continuità agli investimenti del Piano Olivicolo Nazionale, puntando su:
- Modernizzazione degli impianti e competitività dei frantoi.
- Tracciabilità e ricerca scientifica.
- Promozione dell’olio extravergine italiano sui mercati.
“Non chiediamo assistenzialismo – ha concluso Sicolo – ma strumenti per difendere un patrimonio produttivo strategico. Chiediamo un tavolo permanente per monitorare l’efficacia delle misure che il Governo si è impegnato ad attivare”.


