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“I Casalbore di Pago Veiano” è il nuovo libro della storica Lucia Gangale

Narra la storia di una delle famiglie più illustri del paese sannita, con un legame speciale con Lucera

Comunicato Stampa

Un nuovo, denso lavoro di storia paesana è quello che la docente e saggista Lucia Gangale consegna alla memoria di Pago Veiano, comune sannita al quale ha già dedicato altri suoi lavori, oltre ad un’intensa attività pubblicistica condotta negli anni.

Edito da Youcanprint, “I Casalbore di Pago Veiano. Storia di una grande famiglia”, è un libro che si presenta con un’elegante veste grafica ed è diviso in due sezioni: una prima parte di ambientazione storico-narrativa ed una seconda di carattere fotografico e documentale.

L’autrice ha lungamente setacciato antichi documenti, archivi di famiglia, foto d’epoca, atti dello stato civile, fonti ecclesiastiche, notarili, militari e carte di imbarco verso le lontane Americhe. Non manca, naturalmente, il riferimento a documenti reperiti presso l’Archivio di Stato di Benevento e presso l’Archivio Centrale dello Stato, oltre a quelli messi gentilmente a disposizione da don Gaetano Collarile, che ha aperto alla studiosa l’archivio parrocchiale del locale Santuario Diocesano dedicato a San Donato di Arezzo.

Di fondamentale importanza è stato anche il reperimento di alcuni documenti che sono legati alla famiglia, in quanto Nazareno Casalbore sposò Maria Palmiotti, maestra proveniente da Lucera. Venuta a studiare giovanissima a Benevento, dove aveva dei parenti, incontrò Nazareno nei suoi primi anni di insegnamento presso le scuole elementari di Pago Veiano. Fu un grande, infinito amore, testimoniato da decine e decine di lettere che i due si scambiarono durante il fidanzamento, da molte foto che li ritraggono in momenti di vita in comune e da un legame che rimase saldo fino alla prematura scomparsa di lui, per infarto, a 58 anni.

maria e nazareno

Maria Palmiotti per anni fu l’animatrice di un salotto culturale in centro paese. Dal momento che la sua casa era proprio nei pressi del Palazzo Polvere, in quell’area che costeggiava la salita di Corso Margherita si ritrovavano molti habitué, che, soprattutto nelle calde sere d’estate, si intrattenevano in piacevoli conversazioni, lazzi e frizzi, declamazioni di poesie e giochi di società.

maria palmiotti e il suo salotto culturale

C’era un po’ di tutto: maestre venute da fuori ad insegnare ed ospiti in case d’affitto; studenti universitari divenuti poi brillanti professionisti; alti ufficiali e persone di nobile lignaggio. Insomma, il salotto della signora Maria Palmiotti in Casalbore, in paese, era una vera istituzione.

maria palmiotti giovane

Maria Palmiotti morì nel 1969 ed è sepolta a Pago Veiano nella cappella della famiglia Casalbore, insieme ai genitori, Antonio Palmiotti e Luigia Romano. Fondamentale, in questa ricerca, è stato il contributo del dottor Walter Vittorio Massimo di Pierro, presidente dell’Archeoclub di Lucera ed appassionato di ricerche genealogiche.

maria palmiotti

Nessuna pista di indagine è stata trascurata in questo lavoro di eccezionale valore storiografico, che racconta la storia e, a tratti, l’epopea, di una delle famiglie borghesi più in vista di questo angolo del Sannio, facendo conoscere nel dettaglio uno spaccato di vita paesana negli intrecci tra i Casalbore ed altri personaggi e famiglie del loro tempo. Come scrive la professoressa e scrittrice Adriana Pedicini nella prefazione: «Un’opera davvero encomiabile, sia per l’affetto romantico per i propri avi, sia per la necessità di cercare ciò che è andato perduto e dimenticato, ingiustamente, perché parte integrante di ciascuno che abbia fatto parte, o ne faccia ancora parte, di quella comunità».

maria palmiotti anziana

A partire da questa ampia ricostruzione storica, ben documentata, ma davvero accessibile al grande pubblico per lo stile gradevole e scorrevole che la caratterizza, l’autrice, durante il Veria Fest svoltosi in paese durante lo scorso mese di luglio, ha espresso il suo desiderio di realizzare un film ambientato a Pago Veiano tra l’Ottocento e il Novecento.

Non è forse un caso che già l’incipit del suo racconto storico abbia, in qualche modo, un tono cinematografico. Gangale, infatti, alla pagina 14 del volume, parlando del suo rapporto con il palazzo appartenuto ai Casalbore, sito in Via IV Novembre, scrive:

Nei miei ricordi di bambina è ben presente e definito quell’enorme palazzo in pietra, di ottima fattura, e con una sagoma che si estendeva fin sul ciglio della strada.

Da quando sono piccola, ci sono passata davanti con la bici nelle mie passeggiate estive e lo ricordo bene, anche se, purtroppo, del palazzo com’era non si sono conservate fotografie.

Era un pomeriggio d’estate ed entrammo nel grande atrio del palazzo che doveva essere restaurato. Lì, nella penombra, un forziere pieno di polvere. Per me, una magnifica scoperta. Conteneva

centinaia e centinaia di documenti appartenuti alla famiglia. Un grosso forziere da cui spuntavano documenti contabili, atti legali e molte, molte cartoline, vergate con una scrittura bella, elegante, chiara. Le vecchie cartoline postali con l’inconfondibile francobollo di Stato. Una corrispondenza che i Casalbore intrattenevano con persone di ogni parte d’Italia.

Ero ancora piccola e di sicuro non sapevo ancora quale fosse la mia strada. Di certo non sapevo che la ricerca della storia e delle radici avrebbe guidato la mia vita, che avrei scritto e pubblicato libri.

Il libro sarà presto presentato a Pago Veiano, ma è già possibile acquistarlo online sulla piattaforma www.youcanprint.it e presto anche su molti altri store, come Amazon.

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