“La lunga notte dell’anima” di Mariolina Riggi: la recensione di Raffaele Piazza
Mariolina Riggi è nata a San Cataldo (CL), dove attualmente vive. Laureata in materie umanistiche, ha lavorato presso l’amministrazione del suo comune occupandosi dei servizi culturali e della biblioteca con mansione di vicedirettore e poi direttore. Appassionata di teatro, ha partecipato per circa un ventennio (dalla fine degli anni Sessanta fino alla fine degli anni Novanta) alle rappresentazioni a tema religioso della Settimana Santa Sancataldese nel ruolo di Maria. Solo in tarda età ha iniziato a scrivere poesie e a partecipare a concorsi letterari con lusinghieri risultati.
La lunga notte dell’anima è una raccolta di poesie non scandita in sezioni che presenta una prefazione di Marisa Sedita Migliore, un’introduzione a cura della stessa Autrice e una postfazione di Enzo Concardi.
La notte effettivamente è qualcosa che quotidianamente deve essere attraversato con il sonno e, se non si sogna, è simile alla morte; molti poeti hanno trattato nel loro lavoro questo argomento. Ma c’è anche una valenza positiva della notte se è vero che la notte porta consiglio e, come ha scritto Mario Luzi, “la notte lava la mente”.
Notte è anche tenebra, ombra in contrapposizione alla luce, simbolo di vita e gioia; tuttavia nel Salmo 90 biblico, La protezione divina, che è una vera preghiera, è scritto: “Chi abita al riparo dell’Altissimo / passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente”. Quanto suddetto si collega con l’altro Salmo: “getta tutto su Dio e Lui ti sosterrà” e con quello: “Il Signore è alla mia destra e anche il mio corpo riposa al sicuro”, a suggello della vittoria di Dio, dell’Essere e della Fede che è per San Paolo certezza della speranza.
La lunga notte dell’anima è la vita stessa, esistenza che si fa sempre più difficile nel suo arco temporale ma che con la Fede stessa può essere felice nonostante il male e il dolore. Questo perché, come sempre nel ciclo dell’eterno ritorno, avviene l’entrata in scena della luce — sia quella del sole, della luna o delle stelle — a illuminare il cammino e i desideri degli uomini.
Non a caso scrive la poetessa di avere raccontato la sua notte buia in cui rischiamo di perderci, quando ad un certo punto della nostra vita dobbiamo fare i conti con i nostri fallimenti come in una selva oscura dantesca e fronteggiare le tre bestie: lussuria, superbia e avarizia. Aggiunge la Riggi che le tre bestie si possono vincere con le armi della bellezza risanatrice, cui fanno riferimento l’Etica e l’Estetica, e che poi, con un’immagine molto bella, si deve avere il coraggio di ricominciare supportati dalle virtù della speranza, della fede e dell’amore.
Leggiamo la poesia eponima:
“Lunga è la notte per l’anima che brancola nel buio, nella speranza di vedere spuntare l’alba.
Inquieta e trepidante nell’attesa, come candela nell’angolo di casa, dalla fiammella incerta e tremolante.
Unica luce di questa notte fonda, che alza il suo bagliore verso l’alto, verso quel cielo, quell’infinito intriso di mistero, in cerca di risposte confortanti.
E muta la parola nell’attesa in questa notte che non ha mai fine, spiando l’alba chiara del mattino che lentamente avanza su nel cielo, a dissolvere le tenebre notturne come l’amore dissolve la paura…”
E “l’amore vince tutto” come ha scritto Virgilio, considerato poeta precristiano.
Scheda del libro:
- Autrice: Mariolina Riggi
- Titolo: La lunga notte dell’anima
- Note: Prefazione di Marisa Sedita Migliore, postfazione di Enzo Concardi
- Editore: Guido Miano Editore, Milano 2026
- Pagine: 84
- ISBN: 979-12-81351-87-5
- Recensione a cura di: Raffaele Piazza


