POESIA – LA SANSEVERESE MARINA VILLANI VINCITRICE DEL PREMIO “SAN VALENTINO”, TENUTOSI NELL’AVELLINESE

Si intitola “Quann ‘a sere guard ‘e stelle” la poesia vincitrice del Premio San Valentino, per la “Sezione Vernacolo”, tenutosi nel Comune di Atripalda in provincia di Avellino, dal 30 aprile al 1 maggio 2022.
A firmarla la sanseverese Marina Villani, docente ed autrice di poesie, che nei versi campani celebra un romanticismo perduto, proprio dell’immaginario poetico del primo novecento, segnato dalla guerra e dal distacco da essa imposto: versi in cui riecheggiano i racconti familiari ed il ruolo centrale degli affetti e di legami mai traditi.
Un ponte tra passato e presente i versi di Villani, oggi che la guerra e la cultura militare ritornano tristemente a segnare le cronache e l’immaginario collettivo con la crisi Ucraina ed europea, che tiene il mondo col fiato sospeso.
Interpretata dalla stessa autrice in un video pubblicato sul proprio profilo Facebook, “Quann ‘a sere guard ‘e stelle” è presente sulla stele, nella Piazzetta degli Artisti di Atripalda. “Un’emozione indescrivibile. Una poesia nata come un fiore tra le macerie di una guerra che può distruggere tutto, ma non l’amore”scrive Marina, ringraziando la Giuria e l’organizzazione del Premio tutta.
Avellinese d’adozione ma legatissima a San Severo (e ai suoi simboli religiosi, come la Madonna del Soccorso) ritorna non appena può, lasciando i monti campani per ritrovare il sole della sua città, che riconosce bella e violata, in questo difficile periodo in cui i problemi storici locali si sommano a quelli della pandemia e alle crisi internazionali.
Ma il tema della guerra, con tutte le sue conseguenze, va al di là scrittura e la vede attiva ricercatrice storica, impegnata per l’ottenimento di riconoscimenti di valore, come le “PIETRE D’INCIAMPO” intestate a i fratelli Paolo e Vincenzo Villani e a Michele Lacci, e poste davanti all’ingresso di Palazzo Celestini – a ricordare le tristi vicende degli internati militari italiani nei campi di concentramento.
La poesia si fa quindi vissuto nel percorso di Villani, e diventa relazione e partecipazione a progetti e pubblicazioni in cui i versi lasciano il posto alla testimonianza e al racconto.
Contribuisce così al volume Fiori dal Lager, curato dalla professoressa Silvia Pascale, docente di storia a Treviso. Un’antologia di 50 storie di internati militari italiani, che include le vicende dei fratelli Paolo e Vincenzo Villani, narrate da Marina Villani. Volume presentato nel Foyer del Teatro di San Severo nel 2020, in occasione della Giornata della Memoria, alla presenza di una rappresentanza di ragazzi delle scuole medie.
Con l’AN.E.I. , Associazione Nazionale Ex Internati, con sede a Treviso, interviene ad un convegno internazionale, in collegamento con Germania e Polonia, intitolato “Gli Internati Militari Italiani – Testimonianze di Donne”, da cui nasce l’omonimo libro, contenente il suo capitolo “Sulle orme di un milite ignoto”.
Per le edizioni Il Papavero partecipa al progetto Francesco esempio di vita. Costituito da sette volumi, con relativi docufilm, ripercorre episodi importanti della vita di San Francesco che si confrontano ad altri simili avvenuti ai nostri tempi: sullo sfondo l’uomo e i sette vizi capitali.
Autrice di poesie in italiano sin dall’adolescenza, Marina Villani ha dato vita alle sillogi “Il faro” e “I compleanni di Nonno Lino” per le edizioni Il Saggio. In cantiere una nuova pubblicazione ed un’attività artistica e culturale sempre più vicina alla sua città natale.
Per approfondimenti è possibile visitare la pagina Facebook https://www.facebook.com/marina.villani.10
Di seguito la poesia “Quann ‘a sere guard ‘e stelle”
https://www.facebook.com/marina.villani.10/videos/334114835487684

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