THE FUTURE IMAGE – SCAVI SULL’ORIENTE: MERCOLEDÌ 22 LUGLIO A LECCE L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
The Future Image, progetto vincitore del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, giunge alla sua fase conclusiva. Dopo un lungo percorso di ricerca, studio, viaggi, relazioni e selezione dei materiali, mercoledì 22 luglio 2026 a Lecce, tra il Museo Castromediano e l’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa, sarà inaugurata la mostra “The Future Image – Scavi sull’Oriente”.
Curata da Brizia Minerva, l’esposizione è la prima personale in Italia di Heba Y. Amin e presenta il corpus di opere realizzato appositamente nell’ambito del PAC dall’artista egiziana, nata nel 1980. Il suo lavoro entra in dialogo con la produzione di Vincenzo Valente (Specchia, 1845 – Napoli, 1889), artista salentino che nella seconda metà dell’Ottocento lasciò la propria terra per trasferirsi in Egitto, tra Alessandria e Il Cairo. Proprio nella capitale egiziana vive e lavora Amin, tra le voci più autorevoli della ricerca contemporanea dedicata alla rilettura critica e non eurocentrica dell’Orientalismo.
Il progetto si è sviluppato attraverso diverse fasi di residenza e approfondimento tra Lecce e Il Cairo. Nel Salento, grazie anche alla disponibilità degli eredi, Amin ha potuto accedere alle opere e all’archivio di Valente; in Egitto ha invece elaborato il quadro teorico e formale del progetto.

The future Image | Card
Il percorso espositivo e le sedi
Aperta fino a lunedì 7 settembre 2026, la mostra si articolerà in due prestigiose sedi espositive della città di Lecce:
- Pinacoteca del Museo Castromediano (dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00, ingresso libero): accoglierà una selezione di dipinti di Vincenzo Valente, in gran parte provenienti dagli eredi dell’artista e restaurati appositamente per l’occasione, in dialogo con alcune delle nuove produzioni di Heba Y. Amin.
- Ex Chiesa di San Francesco della Scarpa (dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 20:00, chiusa la domenica e nei giorni festivi, ingresso libero): ospiterà un video-saggio inedito, alcune ceramiche, una composizione sonora, fotografie di grande formato e una scultura in cartapesta, realizzati da Amin per il progetto sostenuto dal PAC e affiancati da alcune opere di Valente.
Il programma dell’inaugurazione: mercoledì 22 luglio
La giornata inaugurale di mercoledì 22 luglio seguirà il seguente programma:
- Ore 18:30 | Museo Castromediano: Talk di Wael Farouq, docente di lingua e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, dedicato all’approfondimento delle questioni storiche e culturali legate all’orientalismo.
- Ore 20:00 | Ex Chiesa di San Francesco della Scarpa: Opening ufficiale della mostra con la partecipazione dell’artista Heba Y. Amin, che racconterà il suo percorso di ricerca.
The Future Image si configura come un progetto speculativo che immagina un futuro “scavo” archeologico nel quale i ricercatori portano alla luce reperti non dell’antico Egitto, bensì delle fantasie europee sull’Egitto e sul cosiddetto Oriente. Il progetto parte dal presupposto che l’orientalismo non fosse semplicemente un regime rappresentativo, ma un progetto di civiltà di successo: l’Oriente immaginato dall’Europa è diventato materialmente reale attraverso la ripetizione, l’estrazione, l’architettura, la museologia, il cinema, il militarismo, il turismo e la riproduzione tecnologica.
«Quello che per me era iniziato come uno studio sulla produzione di immagini coloniali si è evoluto in qualcosa di molto più strano: la scoperta di un meccanismo attraverso il quale l’Europa riscopre ripetutamente le proprie proiezioni», sottolinea l’artista.
La mostra è realizzata nell’ambito del progetto The Future Image, sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce, Polo Biblio-Museale di Lecce, Puglia Culture, Comune di Castrignano de’ Greci e Kora – Centro del Contemporaneo.
Le tappe del progetto
- Settembre 2025: Presentazione a Specchia (Le)
- Dicembre 2025: Residenza di Heba Y. Amin a Lecce
- Maggio 2026: Incontro di presentazione e discussione del progetto a Il Cairo
- 30 giugno 2026: Incontro all’Accademia d’Arte di Stoccarda
- Mercoledì 22 luglio 2026: Inaugurazione mostra a Lecce
- Dal 23 luglio al 7 settembre 2026: Apertura al pubblico
L’Orientalismo e la particolarità di Vincenzo Valente

Opera | Vincenzo Valente
L’Orientalismo si è sempre preoccupato di “esoticizzare” la cultura “dell’altro” sotto il dominio coloniale. I principali soggetti sono personaggi prodotti dalla fantasia europea, immagini che hanno contribuito a giustificare l’imposizione del dominio coloniale come una missione benevola. A causa dell’inaccessibilità del soggetto femminile nordafricano, ad esempio, gli artisti europei inventarono un ideale romantico delle donne native per adattarlo alle loro proiezioni ideali.
Diversa è l’opera del salentino Vincenzo Valente, che riflette e restituisce un’esperienza vissuta capace di andare oltre il mero esotismo. Con i suoi dipinti, Valente non si limitava a creare un’immagine “ultraterrestre” dell’Oriente, ma puntava a fermare le sottigliezze della vita quotidiana, rendendo allo sguardo l’unicità, la bellezza e la profonda umanità dei luoghi e delle persone che li abitavano.
I motivi della ricerca di Heba Y. Amin
Cosa significa quando un pittore orientalista si inserisce in una società e non la osserva più a distanza? Cosa ne è dello sguardo e come si esprime in modo diverso l’atto del vedere?
Queste le domande che Heba Y. Amin si pone con la sua ricerca, interessata a come l’Orientalismo abbia influenzato i modi di vedere contemporanei e futuri. Lo stesso Valente fu influenzato da questo stile durante i suoi studi a Napoli, spinta che lo portò a trasferirsi in Egitto per trovare un suo particolare punto di vista artistico.
Altro elemento chiave è quello dell’immagine tecnologica come estensione dello sguardo orientalista. La fotografia, in particolare, ha svolto un ruolo cruciale: utilizzata dalle autorità coloniali per creare carte d’identità, registri di sorveglianza e dati antropometrici, servì spesso a oggettificare i popoli colonizzati.
Ancora oggi, questi pregiudizi e dinamiche di potere continuano a plasmare la cultura visiva: i sistemi categoriali utilizzati in passato per classificare e stereotipare i popoli emarginati vengono oggi codificati negli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale, perpetuando e amplificando i pregiudizi esistenti nelle tecnologie e nelle piattaforme di uso quotidiano. Attraverso questa prospettiva, Heba Amin esplora l’opera di Vincenzo Valente riflettendo sui processi coloniali di produzione di immagini e sulla loro eredità.
Biografia degli artisti
Heba Y. Amin
Nata nel 1980 al Cairo, la sua ricerca affronta temi politici attraverso l’indagine d’archivio e il linguaggio multimediale (film, fotografie, performance e installazioni). Adotta un approccio speculativo, spesso satirico, per mettere in discussione le narrazioni di “conquista” e “controllo”. È Professoressa di Arte Digitale presso l’Accademia Statale di Belle Arti di Stoccarda, co-fondatrice del collettivo “Black Athena”, curatrice per la rivista “MIZNA” e membro del comitato editoriale del “Journal of Digital War”. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali tra cui il Premio Hans-Molfenter 2025. Ha esposto in importanti istituzioni come il MAXXI di Roma, il Quai Branly di Parigi e in numerose Biennali internazionali.

Heba Y. Amin
Vincenzo Valente
Nato a Specchia (Lecce) nel 1845, studia pittura a Napoli presso il Reale Istituto di Belle Arti, frequentando gli ambienti della Scuola di Resina. Nel novembre del 1869 si reca in Egitto per l’inaugurazione del Canale di Suez, realizzando un dipinto per il chedivè Ismail Pascià. Influenzato dal filone orientalista di Domenico Morelli, si stabilisce in Egitto tra Alessandria e Il Cairo, dove apre un atelier di successo. Appassionato di Opera, nel 1871 realizza Gli animali cantanti del teatro dell’opera, una serie di caricature per la prima dell’Aida di Verdi. Sposa Josephine Garnier, dalla quale ha il figlio Giuseppe. Dopo alcuni soggiorni in Francia e un lungo periodo in Egitto, rientra in Italia a causa di una grave malattia e muore a Napoli nel 1889.

Opera | Vincenzo Valente
Info e Contatti utili
- Inaugurazione: Mercoledì 22 luglio 2026 | ore 18:30 (Museo Castromediano) e ore 20:00 (San Francesco della Scarpa)
- Apertura Mostra: Dal 23 luglio al 7 settembre 2026
- Museo Castromediano: Viale Gallipoli, Lecce | Dal martedì alla domenica 9:00 – 20:00 | Ingresso libero
- Ex Chiesa San Francesco della Scarpa: Piazzetta Carducci, Lecce | Dal lunedì al sabato 9:00 – 20:00 | Chiuso domenica e festivi | Ingresso libero
- Contatti: 0832.373572 – museocastromediano.lecce@regione.puglia.it
- Social: Facebook Museo Castromediano

