Il SAI di Manfredonia nel nome di padre Arcangelo Maira: il 27 ottobre la cerimonia di scopertura della targa
A Casa dei Diritti la cerimonia per fare memoria del prezioso lavoro di accoglienza del missionario scalabriniano.
Si svolgerà martedì 27 ottobre 2026, alle ore 18.30, presso la Casa dei Diritti di Siponto (Viale dei Pini 22A), la cerimonia di scopertura della targa del progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalle cooperative Medtraining e Kaleidos, intitolato a padre Arcangelo Maira.
Missionario scalabriniano che tanto ha fatto in favore dei migranti, degli invisibili e delle persone più fragili del territorio, padre Arcangelo ha operato in particolare durante il suo servizio pastorale e sociale nei territori di Manfredonia e Siponto, oltre che nel ghetto di Borgo Mezzanone, dove per tanti anni ha accolto, incluso e aiutato tantissimi cittadini che ancora oggi lo ricordano con profondo affetto e gratitudine.

Il percorso istituzionale e gli interventi
Dopo l’annuncio dato durante le iniziative legate alla “Giornata Mondiale del Rifugiato”, lo scorso 14 settembre, su proposta del sindaco Domenico la Marca, la Giunta comunale di Manfredonia ha espresso indirizzo favorevole con la deliberazione numero 204, approvata all’unanimità, dopo aver acquisito il nulla osta dal Servizio Centrale SAI.
All’inaugurazione della targa interverranno:
- Domenico la Marca, sindaco di Manfredonia;
- Maria Teresa Valente, assessora al Welfare e Cultura del Comune di Manfredonia;
- Carmine Spagnuolo, presidente della cooperativa Medtraining.
Le riflessioni finali saranno affidate a padre Franco Moscone, arcivescovo della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
La motivazione della delibera
Nella delibera approvata dalla Giunta comunale si riconosce ufficialmente che:
«Padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano, ha svolto tra il 2007 e il 2015 un intenso servizio pastorale e sociale nel territorio di Manfredonia, in particolare in località Siponto e della Capitanata, dedicandosi in particolare ai migranti stagionali presenti nei ghetti della campagna foggiana e alle persone più fragili; padre Arcangelo ha lasciato un ricordo profondo nel territorio per il suo impegno umano, sociale e spirituale, distinguendosi per la capacità di creare relazioni, promuovere percorsi di accoglienza e coinvolgere numerosi giovani volontari in attività di solidarietà e inclusione; la sua testimonianza risulta fortemente coerente con le finalità del progetto SAI “Capitanata Solidale”, fondato sui principi dell’accoglienza, della tutela dei diritti e della dignità della persona».
Un’eredità di solidarietà e diritti
Si tratta di un riconoscimento fondamentale dedicato al missionario scalabriniano, scomparso nel 2021, che negli anni del suo servizio ha contribuito in modo decisivo a migliorare la vita delle persone più vulnerabili e dei braccianti agricoli.
Come ricordano dalla cooperativa Medtraining:
«Negli anni della sua attività ha coinvolto tanti giovani nel campo di servizio “Io Ci Sto”, ha più volte denunciato le drammatiche condizioni igienico-sanitarie in cui vivevano i braccianti negli insediamenti informali, ha contribuito a rendere più consapevoli i lavoratori dei loro diritti, ha organizzato corsi di lingua italiana per facilitare l’inclusione e ha promosso tante iniziative finalizzate a sensibilizzare le realtà locali verso una maggiore attenzione e accoglienza».

