PUG Cerignola: un piano per superare le criticità urbanistiche irrisolte
L’assessore all’Urbanistica Luciano Giannotti traccia le linee guida dopo la Commissione aperta alla città: «Quartieri incompiuti, aree mai valorizzate e investimenti rimasti senza risultati. Vogliamo superare una pianificazione ferma sulla carta, puntando su meno consumo di suolo, più servizi e tutela del patrimonio agricolo».
Dare risposte concrete alle criticità urbanistiche irrisolte, restituire prospettive di sviluppo ad aree rimaste incompiute, valorizzare investimenti economici che attendono da anni di produrre risultati e tutelare l’agro cerignolano. Sono le sfide principali del Piano Urbanistico Generale (PUG) illustrate nel corso della Commissione Urbanistica aperta alla cittadinanza dall’assessore ing. Luciano Giannotti e dagli architetti Bloise e Andreassi, impegnati nella redazione del Piano.
Area Sud-Est Fornaci e perequazione: sbloccare il territorio
Tra le questioni più complesse affrontate dal nuovo PUG figura l’area Sud-Est Fornaci, caratterizzata da uno sviluppo urbanistico disomogeneo e a macchia di leopardo. Il Piano punta a superare questa frammentazione, collegando le nuove trasformazioni alla realizzazione di:
- Strade e collegamenti infrastrutturali
- Servizi di quartiere
- Visione organica e integrata del territorio
Altrettanto centrale è il tema delle aree sulle quali cittadini e imprenditori hanno investito negli anni senza ottenere i risultati attesi. Attraverso strumenti di perequazione e compensazione urbanistica, il PUG intende sbloccare situazioni rimaste irrisolte, conciliando le opportunità dei privati con benefici concreti per la collettività.
La tutela dell’agro cerignolano e la riduzione del consumo di suolo
Un capitolo fondamentale riguarda l’agro di Cerignola, un patrimonio di circa 58.000 ettari che il Piano intende salvaguardare nella sua vocazione agricola, produttiva e ambientale. Una tutela che si accompagna a:
- Valorizzazione del patrimonio rurale
- Rigenerazione degli spazi urbani esistenti
- Riduzione drastica del consumo di nuovo suolo
«Il PUG non è semplicemente uno strumento che stabilisce dove e quanto costruire, ma una visione complessiva del futuro di Cerignola», spiega l’assessore Luciano Giannotti.
«Partiamo da criticità accumulate in decenni di pianificazione: quartieri incompiuti, aree destinate a servizi mai realizzati, investimenti economici rimasti senza un ritorno concreto. Vogliamo passare dalle previsioni sulla carta a interventi realmente attuabili, recuperando ciò che oggi è inutilizzato e migliorando la qualità della vita dei cittadini. Penso all’area Fornaci, dove occorre ricomporre un tessuto urbano frammentato, ma soprattutto alla necessità di garantire che ogni trasformazione produca benefici collettivi: più verde, servizi, infrastrutture e spazi pubblici adeguati.»
«Una priorità assoluta è la tutela dell’agro, che rappresenta una delle maggiori ricchezze economiche e identitarie di Cerignola. La nostra campagna non è uno spazio vuoto da urbanizzare, ma un patrimonio da proteggere e valorizzare. Per questo puntiamo sul recupero dell’esistente, su un minore consumo di suolo e su uno sviluppo capace di affrontare anche le sfide ambientali e climatiche. Il nostro obiettivo non è costruire di più, ma costruire meglio, riqualificare e dare risposte a questioni che attendono una soluzione da troppo tempo. È su questo che deve essere valutata la portata del Piano.»
Partecipazione e confronto con i cittadini
La Commissione ha rappresentato un momento fondamentale di confronto sul lavoro svolto, inserendosi nel percorso partecipativo già avviato dall’Assessorato attraverso incontri nei quartieri, nelle parrocchie e nei centri di aggregazione, oltre a una finestra di ascolto e osservazioni sempre aperta.
«La redazione del PUG è una delle sfide amministrative più complesse, che richiede studio, approfondimento e il coinvolgimento di numerosi enti. Il confronto, anche acceso, è necessario e le porte restano aperte a osservazioni e contributi. Ma il punto centrale deve restare la città che vogliamo costruire: più ordinata, più vivibile, più sostenibile e capace di offrire nuove opportunità senza compromettere le proprie risorse», conclude Giannotti.


