ComunicatiNotizieVideo

Grano, CIA Puglia: “La nostra rischia di diventare un’agricoltura di serie B”

“Se rispettassero le regole europee, import da Turchia e Russia dovrebbe essere vietato”

Comunicato Stampa

VIDEO INTERVISTA Angelo Miano Presidente CIA CAPITANATA

FOGGIA – I delegati di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, sine die, non parteciperanno più alle riunioni delle Commissioni Grano delle Borse Merci pugliesi. È quanto hanno ribadito i vertici regionali dell’organizzazione, stamattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Foggia, nella sede provinciale di CIA Capitanata. Alla Borsa Merci di Bari, martedì 19 marzo 2024, il grano duro fino è stato quotato 320 euro a tonnellata, con un ulteriore ribasso di 10 euro rispetto alla scorsa settimana. Alla Borsa Merci di Foggia, il 13 marzo, il grano duro fino è stato quotato 322 euro a tonnellata, con un calo di 15 euro rispetto alla precedente quotazione.

“L’Europa deve garantirci reciprocità di condizioni”, ha dichiarato Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata. “Questo significa che, concretamente, occorre che le importazioni dai Paesi che non si attengono alle regole e agli standard di produzione italiani ed europei vadano vietate, altrimenti si legittima la concorrenza sleale, come sta avvenendo attualmente con importazione di grano duro decuplicate da Russia, Turchia, Kazakistan”.

“I cerealicoltori italiani non possono continuare a produrre in perdita”, aggiunge Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani. “I costi di produzione per coltivare e raccogliere frumento, da oltre un anno, sono superiori a quanto i cerealicoltori possono ricavare vendendo il loro grano. Molte aziende hanno chiuso i battenti, altre stanno cercando di restare sul mercato indebitandosi. Questo avviene non solo nella cerealicoltura, ma in quasi tutti i settori del comparto. Senza redditività, l’agricoltura italiana rischia seriamente di ‘retrocedere’, di diventare un’agricoltura di serie B rispetto a Paesi ai quali si permette di produrre secondo regole diverse. Il rischio al quale questa situazione ci sta esponendo è duplice: da una parte, sono in pericolo migliaia di posti di lavoro; dall’altra, aumentando la dipendenza alimentare italiana dai prodotti importati, aumenterà il consumo di prodotti che, nella maggior parte dei casi, sono nettamente meno salubri e qualitativi di quelli italiani”.

Grazie a una mobilitazione permanente negli ultimi 12 mesi, CIA Agricoltori Italiani è riuscita a ottenere prima la riattivazione della Commissione Sperimentale Unica per il prezzo sul grano, poi, finalmente, la definizione dell’avvio del Registro Telematico e del pacchetto di misure di Granaio Italia. “Sono due risultati importanti, soprattutto il secondo, che nel medio periodo porteranno effetti positivi, ma la battaglia non è terminata e deve andare avanti”, conclude Sicolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.