ZONA ROSSA: Un grafico racconta la pandemia meglio di mille parole.

La prima ondata è quella d’autunno. Si impenna ad ottobre e raggiunge il picco in novembre. La Puglia durate la seconda ondata non conosce zona rossa e l’effetto si vede dal fatto che la curva decresce lentamente e va avanti con un lungo plateau. La terza ondata, sostenuta dalla variante inglese, presenta una impennata altrettanto veloce ma, grazie al precoce intervento della zona rossa, un altrettanto veloce decremento. Il ‘dentino’ che si osserva in fondo è il risultato dei contagi intrafamiliari nel fine settimana pasquale. Si osserva in tutte le province pugliesi. Si ripete in quasi tutte le regioni italiane. Quel dentino, ahimè, porta l’incidenza dell’ultima settimana di valutazione a 262 casi x100.000 e decreta un’ulteriore settimana di zona rossa per la Puglia. Dobbiamo fare tesoro di questa esperienza. Il virus si controlla con i nostri comportamenti. Non finiremo mai di dirlo. Non mi dite che non si fanno tamponi e non si fa tracciamento. Se fosse vero, troveremmo meno positivi e l’incidenza sembrerebbe più bassa. Se siamo in zona rossa è proprio perché facciamo diagnosi per cercare di fermare la diffusione del virus. Il virus non si imbroglia, con il virus non si scherza. Siamo ad un passo dall’uscita definitiva dal tunnel. Un ultimo sforzo collettivo e ce la facciamo.

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