Gemme e gioielli: il fattore “trust” rimane l’arma vincente sui mercati
Gemme e gioielli: il fattore “trust” rimane l’arma vincente sui mercati
Alta gioielleria verso quota 130 miliardi. A Valenza l’80% dell’import di gemme e diamanti
Con l’80% delle gemme e dei diamanti importati in Italia che raggiungono i suoi laboratori per essere trasformati in gioielli di alta gamma, Valenza ha tutto il diritto di indicare le linee guida che innovazione, mercato e business seguiranno in questo settore che si avvia a livello mondiale a sfondare, proprio per quanto attiene l’alta gioielleria, quota 130 miliardi di dollari.
Il Valenza Gem Forum ha evidenziato – come sottolineato con forza da Alessia Crivelli, Presidente della Fondazione Valenzana Mani Intelligenti e da Gaetano Cavalieri, Presidente della Confederazione mondiale della gioielleria (Cibjo) – come il mercato anche nel rapporto con la nuova generazione di consumatori sia sempre più selettivo e debba basarsi su un fattore di fiducia e affidamento che affonda le sue radici nella professionalità dell’intera filiera, ma anche nella capacità (attraverso l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale e l’evoluzione degli esami di laboratorio) di trasmettere “trust” al consumatore finale.
Se da un lato il Forum di Valenza ha ridimensionato i rischi di confusione e turbativa di mercato connessi con l’introduzione massiccia di diamanti artificiali, dall’altro proprio la capacità di ricostruire la storia geologica di pietre che risalgono a milioni di anni addietro, consente al mercato di individuare in questi diamanti e nelle altre gemme quell’unicità che è il vero fattore valoriale. Un fattore valoriale che è anche sintesi dell’etica di una filiera che dall’origine della pietra al consumatore finale deve seguire un cammino caratterizzato dalla fiducia.
Il mercato mondiale delle pietre preziose e quello dei diamanti secondo la stima 2026 supera i 112 miliardi di dollari e comprende al suo interno il settore diamanti, quantificato in un valore in circa 44 miliardi.

